4 ottobre 2009
Sembra una domanda di sociologia..
E' vero, attraverso il modo di vestire noi comunichiamo con gli altri.
Non solo indicano il "gruppo" di appartenenza, ma esplicitano alcuni aspetti del nostro carattere, come per esempio la cura che abbiamo verso noi stessi e verso gli oggetti.
Quello che mi stà capitando, tuttavia, è di essere stufo di vedere loghi e marchi impressi e mostrati su tutti i capi di abbigliamento. Dalle scarpe, agli occhiali, passando per i pantaloni, la cintura, le mutande la maglietta, la borsa e la sciarpetta. E - per chi lo porta - il cappello.
H, DG, HB, G, LV. questi le lettere che appaiono ovunque. Forse un tempo indicavano uno status particolare, sicuramente erano una garanzia di qualità dei tessuti e dei capi.
Ma ora?
Non credo che rappresentino più lo stesso stato sociale originario, data la loro diffusione di "massa". Penso che rappresentino solo un "qualcosa da avere". Per essere alla moda, per essere "in", per poter dire "io ce l'ho".
Qualcuno si accontenta dei tarocconi comprati in spiaggia. L'importante è esibire il logo.
Ed è normale incontrare in metropolitana qualche ragazzino vestito di lettere cosi grandi che non sono complete sul capo.
Ma tutte quelle lettere, tutte insieme, stonano.
Crescendo si perde poco a poco il conformismo dell'abbigliamento, con l'affermazione della propria personalità non è più necessario essere identificato dal gruppo di appartenenza. Quindi i ragazzi, crescendo smettono di vestirsi tutti uguali.
Probabilmente anch'io lo facevo, e ora guardo con un sorriso i ragazzini che non saprei distinguere l'un dall'altro.
Quello che però mi ha stupito - e ammetto che è da poco che me ne sono reso conto - che questo conformismo "estremo" ritorna.
Passeggiando per alcune zone di Milano, mi è capitato di vedere uomini vestiti esattamente uguali. stessa scarpa, stesso pantalone e stessa camicia o maglietta. Con delle piccole varianti, probabilmente date da una maggior possibilità di scelta, o dai gusti della moglie.
Quindi ritorna, o rimane, il bisogno di appartenenza, la necessità di farsi identificare da uno status o da un gruppo.
C'è ormai poco spazio alla personalità.
L'abbigliamento è sicuramente una delle prime cose che vengono valutate, il primo "biglietto da visita".
Ma di chi?

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